Facciamo rivivere i burci?

Sempre alla ricerca di scafi efficienti a bassa velocità e con la propulsione elettrica.
Lo scorso autunno, guardando il burcio Nuova Maria sul prato del parco Venturini – Natale (o Fistomba), immaginavo di vederlo navigare .. spinto da un motore di soli 35 cavalli .. leggero e scorrevole nonostante la sua mole (circa 20 metri per chissà quante tonnellate) .. praticamente senza produrre onde..

burcio-nuova-maria
(immagine ‘rubata’ dal sito di Gilberto Penzo  www.veniceboats.com)

.. e ho pensato, al di la del fatto che sarebbe bello essere in grado di costruire una barca esattamente come quella, perché non provare a costruire qualcosa di simile su scala ridotta, diciamo 5-6 metri di lunghezza per 1,8 metri di larghezza, 6-7 passeggeri e un bordo libero a pieno carico di almeno 0,4 metri?
Le linee (qualcosa di simile) sono sicuro si possano riprodurre con il cuci e incolla.
Lo scafo nudo peserebbe circa 200-300 chili: potrebbe essere motorizzata con un fuoribordo elettrico da 0,65kw o al massimo con un motore leggermente più potente, sempre elettrico, e viaggiare in scioltezza a 7 kmh, leggera come una foglia.
Forse avevo sotto gli occhi un modello di barca ideale per la mia  idea di diporto fluviale, chissà..

Avevo quasi dimenticato quest’idea quando ieri pomeriggio guarda cosa mi è saltato fuori dal ponte Ognissanti ..

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Questo è un progetto da sviluppare ..

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Colori di scuderia o ne faccio di tutti i colori?

Per le prossime barche presto dovrò scegliere se puntare su un colore ‘di scuderia’, in modo da rendere meglio visibile e riconoscibile il marchio, oppure colorare, con diversi colori e allegramente, il Piovego.

Sono molto tentato dalla seconda ipotesi …


barche,
forme e colori

Tanto per rendere l’dea: questa prima immagine è tratta da Philippines Boat Types – Canoes for rapids and rocks – Pagsanjan Falls – evolution of dugout canoes.

queste due sono mie (nella seconda ci sono io su Flint).

     

L’uomo dei sogni

Copio e incollo dalla pagina di wikipedia la trama di questo film che mi è piaciuto tantissimo, fantastico, fonte d’ispirazione. Lo considero un contributo all’umanità e mi sembra bello iniziare questo blog tramandandolo…

“Trama

Iowa, Stati Uniti. Ray Kinsella (Kevin Costner), un agricoltore da poco trasferitosi in campagna con la moglie e la figlia piccola, una sera, mentre cammina tra le alte piante del suo campo di granoturco, sente una voce dirgli: “Se lo costruisci, lui tornerà”.

Shoeless Joe Jackson is third on the all-time ...

Stupito e impaurito, Ray crede di sognare, ma quando sente nuovamente quella voce, segue il suo istinto e costruisce un campo da Baseball regolamentare proprio dietro casa. Non sa perché, ma sa che deve farlo. E ben presto scopre il motivo: sul campo una sera si materializza “Shoeless” Joe Jackson (Ray Liotta) e con lui, successivamente, gli altri sette giocatori della storica formazione dei Chicago White Sox, che nel 1919 furono squalificati a vita con l’accusa di aver venduto una partita delle World Series (il cosiddetto Scandalo dei Black Sox[1]). Ray non crede ai propri occhi, ma la sua “missione” non è terminata. Sempre guidato dalla “Voce”, capisce che deve rintracciare alcune persone: Terence Mann (James Earl Jones), uno scrittore progressista a suo tempo bollato come comunista e ritiratosi a vita privata e Archibald Graham (Burt Lancaster da adulto e Frank Whaley da giovane), un ex giocatore diventato medico e benefattore. Apparentemente “slegati” tra loro, tutti questi personaggi hanno invece a che fare con una persona, John Kinsella (Dwier Brown), il padre di Ray, grande tifoso dei White Sox, con il quale i rapporti erano diventati difficili, e che morì giovane. Ray alla fine capisce che forse ha ora l’occasione per “rivedere” il genitore. Prima che ciò accada, però, fa i conti col fratello di sua moglie, Mark (Timothy Busfield), che vuole convincerlo a vendere la fattoria. Terence e Karin sono contrari alla vendita, e affermano che verrebbero milioni di persone a vedere le partite dei Chicago White Sox pagando il biglietto, in quanto in quel luogo essi riuscirebbero a trovare anche una pace unica. Il fratello di Annie, dato che non riesce a vedere i giocatori, pensa che siano tutti impazziti: mentre solleva la nipotina Karin (Gaby Hoffmann), figlia di Ray, dalle gradinate dov’era seduta accusando il marito della sorella di aver fatto uscire di senno anche la piccola, Ray cerca di fermarlo e la bambina cade dalle tribune. Al che, Archibald Graham, diventato ragazzo per coronare il suo sogno di giocare a baseball, compie la scelta di aiutarla, diventando nuovamente anziano. La figlia si riprende, ed Archibald, Terence e tutti i giocatori di Baseball vanno “Laggiù”, tra le piante di mais, nell’aldilà. Ray, all’inizio risentito perché ritiene che Terence abbia preso il suo posto in quel “viaggio”, poi capisce, grazie alle parole di Joe, che la “Voce” era la propria, e che lo scopo di tutti quegli avvenimenti era rivedere suo padre. John si rivela, togliendosi la protezione dal viso, e assieme a Ray gioca a baseball, come da sempre avrebbe voluto fare.”